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La lista dei desideri
Verso la fine dell’anno scorso ho compilato una lista dei desideri che speravo di realizzare nell’anno nuovo. All’inizio avevo pensato anche di darmi un limite di tempo, ma alla fine ho cambiato idea perché non volevo che una cosa bella diventasse uno stress. Avevo letto che mettere per iscritto un obiettivo può aiutare a renderlo più concreto. Sono rimasta ferma qualche minuto davanti a quella pagina, pensando alle cose più fantasiose che avrei voluto fare. Ho pensato ai limiti che vorrei superare, ai sogni nel cassetto accumulati negli anni e che, per mancanza di tempo o soldi, avevo sempre rimandato. Ho sognato in grande: in fondo non costa nulla. E…
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Riparare o lasciare andare?
Nei giorni scorsi il mio montalatte elettrico si è rotto, o per meglio dire: non girava più la frusta che monta il latte, anche se continuava a scaldare. Non mi sono allarmata più di tanto perché ero convintissima di poterlo aggiustare. Quel montalatte è stato il primo regalo che ho fatto a Paolo. Non vivevamo ancora insieme. Ricordo bene il giorno in cui venne a casa mia e notò con entusiasmo la schiuma del mio cappuccino. Gli mostrai felice il mio montalatte e da lì nacque l’idea di regalargliene uno per casa sua. Scelsi con cura il colore azzurro, perché il blu è il suo preferito e perché si abbinava…
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E se il meglio fosse oltre la paura?
Sono rimasta seduta per minuti a fissare un foglio. Minuti che sono diventati ore. Un semplice modulo prestampato per la cessazione del mio rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Un rapporto durato quasi sette anni. Sette lunghi anni in cui quel contratto non mi ha mai dato la serenità che credevo di aver trovato. Per me è stata una galera. In tutti questi anni non ho mai potuto esternare davvero quello che pensavo, perché il senso di colpa ha sempre avuto la meglio su di me. Sono riusciti spesso a farmi sentire un’ingrata, come se quel lavoro mi fosse piovuto dal cielo o mi fosse stato regalato, come se non…
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C’è chi dice No
Vi siete mai sentiti delusi o traditi da un’aspettativa che vi eravate fatti? Da una persona per cui vi siete impegnati tanto? Da un lavoro in cui avete investito tutto quello che avevate? Da un’amicizia in cui credevate o da un sogno che avete sperato si avverasse per anni? Che cosa si fa quando queste aspettative vengono disattese? Come si superano la frustrazione e la rabbia per un investimento sbagliato? Ci insegnano a impegnarci e a dare tutto senza aspettarci nulla. Ma riusciamo davvero a farlo? Umanamente ci aspettiamo sempre qualcosa in cambio, anche un piccolo ritorno. Sono cresciuta in una società che mi ha fatto credere che fare la…
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La nuova Me
Quest’anno ho cambiato spesso la pettinatura dei capelli. Mi sono divertita a cambiare colore, taglio e forma. In un solo anno ho provato tutti i tagli che mi sarebbe piaciuto sperimentare e che non avevo mai avuto il coraggio di fare. La verità è che, come molte persone, non tagliavo i capelli perché la paura di non piacere agli altri superava di gran lunga la voglia che avevo di cambiare. Quello che mi ha fatto riflettere in questi mesi è stata la reazione delle persone a ogni cambiamento. Quando dai capelli lunghi sono passata al carré, c’è chi mi ha detto che stavo meglio prima, che avendo i capelli ricci…
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Ritrovare la strada
Essere infermiera non è semplice. Farlo in un Paese come l’Italia lo è ancora meno. Mi sono laureata ormai undici anni fa e, nel corso del tempo, ho perso lentamente la mia passione. Mi sono vergognata spesso di questa cosa. La verità è che ho perso interesse e mi sono trasformata in un robot che ciclicamente fa le stesse cose: mi alzo al mattino, vado al lavoro, sento il “bip” del cartellino al timbratore, ormai quasi fastidioso, e mi dirigo verso il mio reparto come se andassi al patibolo. Ogni giorno quel magone e quella angoscia si fanno sempre più grandi dentro di me. Non sono sempre stata così. Amavo…
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Diventare Grandi
Quando si diventa troppo “grandi” per fare qualcosa? Quando smettiamo di fare cose divertenti come quando eravamo bambini? Me lo sono chiesta ieri, dopo che la mia amica Giulia mi ha invitata a saltare sulle molle. In realtà, quando ho accettato, non sapevo nemmeno cosa avrei fatto veramente. Eravamo le uniche adulte e, appena arrivate, mi sono sentita un po’ a disagio, come se ci si dovesse vergognare di qualcosa. Forse di essere troppo grandi per saltare sulle molle. In fondo sono “giochi da bambini”. Ma chi l’ha deciso? Così abbiamo lasciato i cellulari e le borse in un armadietto e abbiamo indossato i nostri calzini. Al primo salto mi…

