• Storie

    Finché siamo qui

    Da qualche tempo il mio cane è diventato più lento. Ha dodici anni e mezzo e ormai le scale le fa piano, una alla volta.Si stanca prima, dorme di più, ogni tanto si ferma semplicemente a riprendere fiato. E io lo guardo. Lo guardo mentre cammina, mentre si sdraia, mentre alza la testa quando mi avvicino.Lo guardo e mi fa una tenerezza infinita. Forse perché, per la prima volta, riesco a vedere il tempo che passa anche su di lui. E questa cosa mi fa uno strano effetto. Perché, finché siamo giovani, pensiamo al tempo come a qualcosa che scorre davanti a noi. Abbiamo sempre qualcosa da fare, un posto…

  • Cambiamenti

    La vita non ci deve nulla

    Come si fa ad accettare che la vita non sia giusta? Credo che questa sia una delle domande più difficili dell’età adulta. Da bambini ci raccontano una storia semplice: «Se studi, verrai premiato.Se ti impegni, ce la farai.Se sei una brava persona, incontrerai persone che sapranno volerti bene.Se fai sacrifici oggi, domani raccoglierai i frutti.» E, tutto sommato, è una storia rassicurante. Peccato che non sia sempre vera. La mia generazione, quella dei Millennials, è cresciuta credendo profondamente in questa promessa. Ma penso che, in forme diverse, abbia riguardato anche altre persone. Ci hanno insegnato che il merito avrebbe trovato il modo di emergere, che il talento sarebbe stato riconosciuto…

  • Cura & Lavoro

    Il corpo parla

    Ci sono domande che non smettono di tornare. La mia mi tormenta da qualche mese. Quando provo a non pensarci, torna come un boomerang. In questi anni ho sacrificato tantissime cose di me: il mio tempo, i miei affetti e i miei sogni. A un certo punto, però, mi sono ritrovata dall’altra parte. Non con la divisa addosso, ma con un pigiama e un braccialetto al polso. E ho iniziato a guardare il mio corpo in modo diverso. E lì, senza rumore, è arrivata una domanda che non sono più riuscita a mettere a tacere: Quanta salute ho lasciato, senza accorgermene, tra un turno e l’altro? Non ho una risposta.…

  • Cambiamenti

    Pazienza

    «Porta pazienza», diciamo spesso. Quante volte mi sono sentita ripetere: «Tu non hai pazienza». Forse è vero. Sono una persona pratica, abituata ad agire più che ad aspettare. Mi piace fare, organizzare, risolvere. Le mie giornate sono piene di impegni e, a volte, faccio vere e proprie staffette per riuscire a dedicare tempo alle persone che fanno parte della mia vita. Poi, però, arriva un momento in cui non puoi fare altro che fermarti. Negli ultimi tempi mi sono ritrovata a trascorrere ore al telefono, accompagnata da una musica d’attesa che sembra non finire mai, aspettando di ottenere una data per una visita. Ho passato giorni ad attendere quell’appuntamento e,…

  • Cambiamenti

    Sopravvissuti

    Mi sento una sopravvissuta. E so che questa parola può sembrare esagerata. Non sono andata in guerra. Non ho conosciuto la fame. Ho avuto un tetto sopra la testa, ho potuto studiare e ho avuto opportunità che molte persone non hanno avuto. Per questo ho imparato presto a considerarmi fortunata. Eppure esistono ferite che non lasciano macerie visibili. Sono sopravvissuta alla morte prematura e inaspettata di mio padre. A quel momento in cui scopri che il tuo mondo può cambiare per sempre da un giorno all’altro e che nessuno ti prepara davvero a convivere con un’assenza. Sono sopravvissuta alle aspettative della mia famiglia, a quell’idea silenziosa di dover essere sempre…

  • Cura & Lavoro

    Cuore

    Metterci il cuore, diciamo spesso. O meglio, fare le cose con il cuore. Essere una persona di cuore. Il cuore è il nostro motore. Ci tiene in vita, pompa il sangue, accelera quando ci arrabbiamo, quando ci innamoriamo, quando abbiamo paura. Negli ultimi giorni il mio è stato un po’ ballerino. Mi ha giocato un brutto scherzo. E così, per la prima volta da infermiera, sono diventata paziente. Diciamo sempre che bisogna mettersi nei panni dell’altro per capire davvero cosa si prova. È vero. Finché certe cose non succedono a te, pensi sempre che appartengano alla vita degli altri. Alle persone che incontri nei corridoi. Ai pazienti che vedi passare…

  • Storie

    Il punto in cui cedi

    La pioggia le scivolava addosso senza davvero bagnarla. Sofia camminava veloce, ma non abbastanza da sfuggire a quel pensiero che tornava sempre lì, ostinato, fisico. Luca. Non era solo un nome. Era una tensione nel corpo, un nodo basso nello stomaco, qualcosa che le prendeva il respiro prima ancora che potesse fermarlo. A casa c’era Marco. La sua voce calma. Le mani sicure. Una vita che non chiedeva nulla, se non di essere vissuta così com’era: stabile, intera. Eppure quella stabilità le scivolava addosso come la pioggia. Non la feriva. Non la scuoteva. Con Luca, invece, il corpo reagiva prima della mente. Si cercavano senza dirlo. Bastava uno sguardo, un…

  • Cura & Lavoro

    Mani

    Le mani possono salvare. Possono sostenere un corpo che cede, asciugare una pelle fragile, restare quando tutto il resto se ne va. Le mani possono dare dignità, protezione, silenzio. Possono essere l’ultimo gesto umano quando non ne restano altri. Ma le mani possono anche ferire. Possono pretendere, colpire, spingere via. Possono dimenticare in fretta ciò che hanno fatto il giorno prima. Dipende da come vengono usate e da chi decide di usarle. Le mani sono state il centro di tutto.Le mie, coperte da guanti che bruciavano la pelle, lavavano corpi ormai silenziosi, chiudevano zip, scrivevano nomi per non farli sparire del tutto. Le mani che stringevano altre mani quando nessun…

  • Storie

    Non so più se lo faccio per me

    Ci sono momenti in cui la vita sembra correre troppo in fretta.E tu non riesci più a capire se stai vivendo per scelta o per abitudine.Se stai facendo le cose perché ti fanno bene o solo perché ti sentiresti in colpa a non farle. Sono uscita di casa solo per non sentirmi dire ancora: «Dai, vieni, ti farà bene».Ho passato tutto il giorno a guardare la pioggia dalle finestre dell’ufficio, senza davvero vederla.Non ho fame, non ho voglia di parlare, ma mi sono truccata lo stesso.Per non sembrare “quella che si trascura”. Quando arrivo, il bar è già pieno.Rumore di bicchieri, risate che si mescolano alla musica. Fuori piove, la…

  • Cura & Lavoro

    Resistenza

    Mi sono fermata un po’ di più, questa volta, a pensare a cosa scrivere. Mi sono presa un intero mese per metabolizzare, riflettere e trovare le parole giuste. Parole che potessero contenere tutte le emozioni provate in questi sette anni. Alla fine, però, mi sono resa conto che era impossibile racchiudere tutto quello che è successo, quello che ho vissuto e quello che i miei colleghi, ognuno in modo diverso, mi hanno regalato. Chi mi conosce lo sa: non ho il dono della sintesi. Alla fine ne è rimasta una: Cosa ha rappresentato per te il Pronto Soccorso? Di pancia avrei racchiuso tutto in un’unica parola. Più ci pensavo, più…