• Storie

    Finché siamo qui

    Da qualche tempo il mio cane è diventato più lento. Ha dodici anni e mezzo e ormai le scale le fa piano, una alla volta.Si stanca prima, dorme di più, ogni tanto si ferma semplicemente a riprendere fiato. E io lo guardo. Lo guardo mentre cammina, mentre si sdraia, mentre alza la testa quando mi avvicino.Lo guardo e mi fa una tenerezza infinita. Forse perché, per la prima volta, riesco a vedere il tempo che passa anche su di lui. E questa cosa mi fa uno strano effetto. Perché, finché siamo giovani, pensiamo al tempo come a qualcosa che scorre davanti a noi. Abbiamo sempre qualcosa da fare, un posto…

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    Il grembo del cuore

    Il viaggio verso Cala Luna è un miscuglio di risate, canzoni stonate alla radio e chiacchiere leggere, come se il tempo non fosse mai passato. Sono felice di ritrovare le mie amiche dopo tanto, soprattutto Federica, che non vedo da anni.I suoi capelli castani, un po’ più corti di come li ricordavo, ondeggiano al vento. I suoi occhi scuri hanno ancora quella luce che l’ha sempre distinta, anche se il sorriso porta una sfumatura nuova, più fragile. È bastato un attimo e sotto l’ombrellone siamo già in costume. Il mio sguardo si ferma sulla sua pancia. Una cicatrice verticale, netta, la attraversa come un segno che non appartiene solo al…

  • Storie

    Non era un caso

    A volte non siamo noi a scegliere gli incontri. Sono loro a scegliere noi. Era un pomeriggio d’inverno, uno di quelli in cui la luce sembra svanire prima ancora che il giorno finisca. Il cielo era basso e grigio e una nebbia leggera si posava sulle strade come un velo. Avevo già preso impegni per quel pomeriggio, ma Paolo mi aveva scritto con un entusiasmo insolito: voleva presentarmi una sua amica, una persona a cui teneva molto. Non ebbi il coraggio di dirgli di no. Così, con un po’ di fretta e qualche senso di colpa, mandai i vari messaggi di disdetta. Mentre camminavo verso Piazza dei Signori, le mani…

  • Storie

    Che fantastica storia è la vita

    Un racconto di sogni, ricordi e promesse mantenute. Questa è la storia di un concerto mai visto, di un padre che non ha potuto andarci e di un regalo che, molti anni dopo, ha rimesso insieme passato e presente. Tanti anni fa mio padre sarebbe dovuto andare a un concerto di Antonello Venditti. Un evento speciale, quasi incredibile: Venditti avrebbe cantato proprio nel palazzetto della mia città, a San Severo. Mio padre e mia madre erano entusiasti. Ricordo ancora il fremito e la gioia per quell’appuntamento che sembrava già un ricordo felice.Ma quel concerto fu annullato. Mio padre, però, con la sua instancabile perseveranza, non smise di desiderare quell’esperienza. Qualche…

  • Storie

    Questa notte è ancora nostra

    Ci sono giornate che, senza un motivo preciso, restano più nitide di altre. Il 16 giugno 2009 è una di queste. Ricordo quella serata e i miei amici. Ricordo persino come ero vestita: jeans e una camicia a righe bianche e rosa. Quel giorno — e quell’estate in particolare — segnava la fine della scuola, la conclusione di un percorso lungo anni e l’inizio di qualcosa che ancora non conoscevamo. C’era ansia, perché alla domanda «Cosa farò da grande?» ancora non sapevamo rispondere. Ma c’erano anche adrenalina e un’irrefrenabile voglia di uscire da una città che iniziava a starci stretta. Avevamo fretta di diventare “grandi”. Quella sera non abbiamo fatto…

  • Cambiamenti

    Salvezza

    Cosa rappresenta per te la scrittura? È iniziato con una domanda questo stage di scrittura. La cosa mi ha subito sorpreso perché ogni mio cambiamento è sempre partito da una domanda. Ci ho pensato qualche secondo e la prima risposta che mi è venuta di pancia è stata: salvezza. Ero un po’ preoccupata per questo weekend immersivo di scrittura, perché non sono brava a scrivere “al comando”, con tempi prestabiliti di consegna, in un posto che non è casa mia e senza la mia musica. Solitamente vado in ansia e finisco per scrivere cose che, rileggendo, non mi piacciono. Volevo essere all’altezza degli altri, mettermi in gioco e superare questo…

  • Storie

    Il cero del 5

    5 febbraio 2024 «Bianca, entriamo un attimo in chiesa? Devo fare una cosa», ha esordito all’improvviso Vittoria. L’ho guardata perplessa, perché non riuscivo a capire quella richiesta così inaspettata. «Certo, nessun problema», le ho risposto. Stavamo passeggiando per le strade di un paesino di cui non sapevo neanche il nome e nemmeno mi interessava, perché qualche volta è bello perdersi e dimenticarsi per un po’ dove ci si trova. Era un pomeriggio uggioso, ma stranamente quel grigio non mi disturbava. Era piacevole il silenzio che ci accompagnava mentre camminavamo lentamente sotto braccio. Avevamo da poco condiviso un pranzo tra chiacchiere spensierate e confidenze. Uscite dal ristorante, accanto a noi, c’era…

  • Cambiamenti

    Riparare o lasciare andare?

    Nei giorni scorsi il mio montalatte elettrico si è rotto, o per meglio dire: non girava più la frusta che monta il latte, anche se continuava a scaldare. Non mi sono allarmata più di tanto perché ero convintissima di poterlo aggiustare. Quel montalatte è stato il primo regalo che ho fatto a Paolo. Non vivevamo ancora insieme. Ricordo bene il giorno in cui venne a casa mia e notò con entusiasmo la schiuma del mio cappuccino. Gli mostrai felice il mio montalatte e da lì nacque l’idea di regalargliene uno per casa sua. Scelsi con cura il colore azzurro, perché il blu è il suo preferito e perché si abbinava…

  • Storie

    Restare

    Sono a letto. Mi sveglio di soprassalto per le grida di mia madre, le sento provenire dalla cucina. «Fedora, la colazione è pronta! Farai tardi», mi dice mentre si avvicina alla mia stanza. «Arrivo, mamma», le rispondo e mi giro dall’altra parte del letto. Non passa nemmeno un minuto e sento una mano tirarmi via la coperta di dosso. Sono in posizione fetale e sento freddo. Maledizione, penso. Odio profondamente questa cosa. All’improvviso arrivano i raggi del sole dritti negli occhi. Con un occhio mezzo aperto vedo mia mamma tirare su la tapparella. «Alzati!» mi urla. Amo gli imperativi minacciosi di mia mamma. Così mi alzo lentamente dal letto, resto…

  • Storie

    Tutto chiede Salvezza

    Nelle scorse settimane, durante il corso di scrittura che sto seguendo, mi è stato consigliato di leggere il libro autobiografico di Daniele Mencarelli: Tutto chiede salvezza. Di solito, la mattina quando faccio colazione e non devo andare al lavoro, ho l’abitudine di vedere una puntata di una serie TV su Netflix. Non avevo nessuna serie in sospeso e un giorno, tra i suggerimenti, mi è comparso proprio quel titolo: Tutto chiede salvezza. Incuriosita, ho premuto play senza sapere ancora che fosse ispirata al libro. All’inizio ero un po’ scettica. Le storie che parlano di salute mentale mi hanno sempre inquietata. Man mano che proseguivano le puntate, però, mi sono sentita…