Storie
Storie vere di persone, legami, memoria e piccoli momenti quotidiani raccontati da Fedora Palermo.
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Finché siamo qui
Da qualche tempo il mio cane è diventato più lento. Ha dodici anni e mezzo e ormai le scale le fa piano, una alla volta.Si stanca prima, dorme di più, ogni tanto si ferma semplicemente a riprendere fiato. E io lo guardo. Lo guardo mentre cammina, mentre si sdraia, mentre alza la testa quando mi avvicino.Lo guardo e mi fa una tenerezza infinita. Forse perché, per la prima volta, riesco a vedere il tempo che passa anche su di lui. E questa cosa mi fa uno strano effetto. Perché, finché siamo giovani, pensiamo al tempo come a qualcosa che scorre davanti a noi. Abbiamo sempre qualcosa da fare, un posto…
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Il punto in cui cedi
La pioggia le scivolava addosso senza davvero bagnarla. Sofia camminava veloce, ma non abbastanza da sfuggire a quel pensiero che tornava sempre lì, ostinato, fisico. Luca. Non era solo un nome. Era una tensione nel corpo, un nodo basso nello stomaco, qualcosa che le prendeva il respiro prima ancora che potesse fermarlo. A casa c’era Marco. La sua voce calma. Le mani sicure. Una vita che non chiedeva nulla, se non di essere vissuta così com’era: stabile, intera. Eppure quella stabilità le scivolava addosso come la pioggia. Non la feriva. Non la scuoteva. Con Luca, invece, il corpo reagiva prima della mente. Si cercavano senza dirlo. Bastava uno sguardo, un…
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Passaporto
Una storia di passaporti, permessi e sorrisi resistenti. Passaporto. Una parola piccola, dieci lettere. Per molti di noi è solo un documento. Lo tiriamo fuori quando si deve prendere un aereo, è qualcosa che resta dimenticato in un cassetto tra un viaggio e l’altro. Io stessa lo prendo quando serve per viaggiare, lo infilo nello zaino, lo mostro distrattamente ai controlli al gate e poi torna a dormire tra vecchie ricevute e documenti scaduti. Non ho mai pensato davvero a cosa rappresentasse. Per me è sempre stata solo una formalità. Poi ho conosciuto Elira. Il suo passaporto racconta una storia completamente diversa dalla mia. E ho capito che per alcune…
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Il ritmo dei sogni
Ci sono momenti minuscoli che, senza preavviso, diventano enormi. Scene quotidiane capaci di riaprire cassetti che credevamo chiusi. A me è successo grazie a una batteria e a un bambino di quattro anni e mezzo. Qualche giorno fa sono andata a trovare mia cugina Simona. Ogni volta che torno a San Severo cerchiamo di ritagliarci un po’ di tempo per noi, nonostante il lavoro, gli impegni quotidiani e i figli che reclamano attenzioni. Quando c’è anche mio nipote lo porto con me: ha la stessa età di suo figlio Michele e vederli giocare insieme è sempre una gioia. Quel pomeriggio si sono scatenati come fanno tutti i bambini: prima a…
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Non so più se lo faccio per me
Ci sono momenti in cui la vita sembra correre troppo in fretta.E tu non riesci più a capire se stai vivendo per scelta o per abitudine.Se stai facendo le cose perché ti fanno bene o solo perché ti sentiresti in colpa a non farle. Sono uscita di casa solo per non sentirmi dire ancora: «Dai, vieni, ti farà bene».Ho passato tutto il giorno a guardare la pioggia dalle finestre dell’ufficio, senza davvero vederla.Non ho fame, non ho voglia di parlare, ma mi sono truccata lo stesso.Per non sembrare “quella che si trascura”. Quando arrivo, il bar è già pieno.Rumore di bicchieri, risate che si mescolano alla musica. Fuori piove, la…
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Il grembo del cuore
Il viaggio verso Cala Luna è un miscuglio di risate, canzoni stonate alla radio e chiacchiere leggere, come se il tempo non fosse mai passato. Sono felice di ritrovare le mie amiche dopo tanto, soprattutto Federica, che non vedo da anni.I suoi capelli castani, un po’ più corti di come li ricordavo, ondeggiano al vento. I suoi occhi scuri hanno ancora quella luce che l’ha sempre distinta, anche se il sorriso porta una sfumatura nuova, più fragile. È bastato un attimo e sotto l’ombrellone siamo già in costume. Il mio sguardo si ferma sulla sua pancia. Una cicatrice verticale, netta, la attraversa come un segno che non appartiene solo al…
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Non era un caso
A volte non siamo noi a scegliere gli incontri. Sono loro a scegliere noi. Era un pomeriggio d’inverno, uno di quelli in cui la luce sembra svanire prima ancora che il giorno finisca. Il cielo era basso e grigio e una nebbia leggera si posava sulle strade come un velo. Avevo già preso impegni per quel pomeriggio, ma Paolo mi aveva scritto con un entusiasmo insolito: voleva presentarmi una sua amica, una persona a cui teneva molto. Non ebbi il coraggio di dirgli di no. Così, con un po’ di fretta e qualche senso di colpa, mandai i vari messaggi di disdetta. Mentre camminavo verso Piazza dei Signori, le mani…
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Che fantastica storia è la vita
Un racconto di sogni, ricordi e promesse mantenute. Questa è la storia di un concerto mai visto, di un padre che non ha potuto andarci e di un regalo che, molti anni dopo, ha rimesso insieme passato e presente. Tanti anni fa mio padre sarebbe dovuto andare a un concerto di Antonello Venditti. Un evento speciale, quasi incredibile: Venditti avrebbe cantato proprio nel palazzetto della mia città, a San Severo. Mio padre e mia madre erano entusiasti. Ricordo ancora il fremito e la gioia per quell’appuntamento che sembrava già un ricordo felice.Ma quel concerto fu annullato. Mio padre, però, con la sua instancabile perseveranza, non smise di desiderare quell’esperienza. Qualche…
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Questa notte è ancora nostra
Ci sono giornate che, senza un motivo preciso, restano più nitide di altre. Il 16 giugno 2009 è una di queste. Ricordo quella serata e i miei amici. Ricordo persino come ero vestita: jeans e una camicia a righe bianche e rosa. Quel giorno — e quell’estate in particolare — segnava la fine della scuola, la conclusione di un percorso lungo anni e l’inizio di qualcosa che ancora non conoscevamo. C’era ansia, perché alla domanda «Cosa farò da grande?» ancora non sapevamo rispondere. Ma c’erano anche adrenalina e un’irrefrenabile voglia di uscire da una città che iniziava a starci stretta. Avevamo fretta di diventare “grandi”. Quella sera non abbiamo fatto…
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La corsa dei sogni
È una mattina di inizio settembre e nel quartiere c’è aria di festa. Per concludere l’estate, prima dell’inizio della scuola, sono stati organizzati dei giochi nel residence dove abito. Ci sono varie competizioni: la corsa dei 50 metri maschile e femminile, gare di bicicletta e, per finire, la scalata dell’albero della cuccagna per gli adulti. Ho deciso di iscrivermi alla corsa dei 50 metri femminile. Mi metto in fila e aspetto il mio turno. Quando arrivo al tavolo mi accorgo di superarlo appena con la testa e vedo Antonello, il fratello maggiore della mia amica Grazia, sporgersi dalla sedia e sistemarsi gli occhiali rettangolari sulla punta del naso, come se…



