Cambiamenti
Storie di cambiamenti, scelte, ripartenze e passaggi di vita: dubbi, paure e nuove direzioni raccontati da Fedora Palermo.
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La vita non ci deve nulla
Come si fa ad accettare che la vita non sia giusta? Credo che questa sia una delle domande più difficili dell’età adulta. Da bambini ci raccontano una storia semplice: «Se studi, verrai premiato.Se ti impegni, ce la farai.Se sei una brava persona, incontrerai persone che sapranno volerti bene.Se fai sacrifici oggi, domani raccoglierai i frutti.» E, tutto sommato, è una storia rassicurante. Peccato che non sia sempre vera. La mia generazione, quella dei Millennials, è cresciuta credendo profondamente in questa promessa. Ma penso che, in forme diverse, abbia riguardato anche altre persone. Ci hanno insegnato che il merito avrebbe trovato il modo di emergere, che il talento sarebbe stato riconosciuto…
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Pazienza
«Porta pazienza», diciamo spesso. Quante volte mi sono sentita ripetere: «Tu non hai pazienza». Forse è vero. Sono una persona pratica, abituata ad agire più che ad aspettare. Mi piace fare, organizzare, risolvere. Le mie giornate sono piene di impegni e, a volte, faccio vere e proprie staffette per riuscire a dedicare tempo alle persone che fanno parte della mia vita. Poi, però, arriva un momento in cui non puoi fare altro che fermarti. Negli ultimi tempi mi sono ritrovata a trascorrere ore al telefono, accompagnata da una musica d’attesa che sembra non finire mai, aspettando di ottenere una data per una visita. Ho passato giorni ad attendere quell’appuntamento e,…
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Sopravvissuti
Mi sento una sopravvissuta. E so che questa parola può sembrare esagerata. Non sono andata in guerra. Non ho conosciuto la fame. Ho avuto un tetto sopra la testa, ho potuto studiare e ho avuto opportunità che molte persone non hanno avuto. Per questo ho imparato presto a considerarmi fortunata. Eppure esistono ferite che non lasciano macerie visibili. Sono sopravvissuta alla morte prematura e inaspettata di mio padre. A quel momento in cui scopri che il tuo mondo può cambiare per sempre da un giorno all’altro e che nessuno ti prepara davvero a convivere con un’assenza. Sono sopravvissuta alle aspettative della mia famiglia, a quell’idea silenziosa di dover essere sempre…
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La mia bacchetta magica
Scrittura, tempo e il coraggio di prendere voce Lo scorso weekend ero a Firenze, in un convento francescano.Un luogo sospeso, di quelli che rallentano il respiro prima ancora dei pensieri.Ero lì per uno stage di scrittura, circondata da donne meravigliose. Donne che, nel giro di poche ore, hanno smesso di essere sconosciute. A un certo punto, Stefania ha scritto un testo pensando a me.Mi ha ascoltata. Mi ha osservata.E poi mi ha vista — davvero. Ha descritto una sensazione che conosco fin troppo bene: quella di avere la vita davanti come una pietanza prelibata, che scorre su un nastro trasportatore, in un gigantesco all you can eat. Tutto è lì.…
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Ciò che l’acqua non può trattenere
Appunti di ciò che ho lasciato andare, e di ciò che ho ritrovato Ci sono luoghi nella vita che non scegliamo davvero: ci arriviamo quasi per caso, spinti da un bisogno che ancora non sappiamo nominare.Per me, quel luogo è diventato la piscina. Non è solo acqua, cloro e bracciate. È una stanza sospesa in cui, senza volerlo, mi ritrovo a incontrare versioni dimenticate di me stessa.Ogni volta che entro, qualcosa si scioglie e qualcosa si ricompone. È come se l’acqua avesse la capacità di scavare nelle crepe, portare a galla i frammenti che credevo perduti e restituirmeli uno dopo l’altro, lucidi, respiranti. È strano come, a volte, la crescita…
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Quando la vita non ti somiglia più
Che cosa si fa quando la vita che vivi non ti appartiene più?Quando ogni gesto quotidiano diventa stonato, quando ciò che sei non coincide più con ciò che fai? Eppure continui.Perché quella vita, quel lavoro, quel ritmo che ti pesa… ti servono.Servono i soldi per restare a galla, le abitudini per non cadere, le certezze per non sciogliersi sotto il peso del mondo.Così la sveglia suona alle sei, ogni mattina, e l’unico momento che assomiglia alla pace è quel breve incontro con l’alba, mentre ti avvii verso un luogo dove sai già che vedrai cose che ti feriscono. Le vedi, le dici e tutti ti danno ragione.Ma tutto resta immobile.Come…
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Quanto di tutto quello che hai ti serve davvero?
Nei giorni scorsi ho deciso di fare il cambio stagione. A metà giugno tornerò in Italia e, con i trenta gradi ormai fissi qui in Thailandia, avevo bisogno di vestiti più leggeri da infilare nello zaino. Odio fare il cambio stagione. L’ho sempre vissuto come un servizio da sbrigare. Tutti gli anni mi organizzo un’intera giornata solo per affrontarlo e ogni volta mi prometto che, prima o poi, avrò un armadio così grande da non dover più fare questo lavoro ogni sei mesi. Dopo colazione e una lunga preparazione psicologica al tavolo della cucina, mi sono decisa: ho tirato giù dall’armadio le scatole con i vestiti estivi. Lentamente ho iniziato…
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La lista dei desideri
Verso la fine dell’anno scorso ho compilato una lista dei desideri che speravo di realizzare nell’anno nuovo. All’inizio avevo pensato anche di darmi un limite di tempo, ma alla fine ho cambiato idea perché non volevo che una cosa bella diventasse uno stress. Avevo letto che mettere per iscritto un obiettivo può aiutare a renderlo più concreto. Sono rimasta ferma qualche minuto davanti a quella pagina, pensando alle cose più fantasiose che avrei voluto fare. Ho pensato ai limiti che vorrei superare, ai sogni nel cassetto accumulati negli anni e che, per mancanza di tempo o soldi, avevo sempre rimandato. Ho sognato in grande: in fondo non costa nulla. E…
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Salvezza
Cosa rappresenta per te la scrittura? È iniziato con una domanda questo stage di scrittura. La cosa mi ha subito sorpreso perché ogni mio cambiamento è sempre partito da una domanda. Ci ho pensato qualche secondo e la prima risposta che mi è venuta di pancia è stata: salvezza. Ero un po’ preoccupata per questo weekend immersivo di scrittura, perché non sono brava a scrivere “al comando”, con tempi prestabiliti di consegna, in un posto che non è casa mia e senza la mia musica. Solitamente vado in ansia e finisco per scrivere cose che, rileggendo, non mi piacciono. Volevo essere all’altezza degli altri, mettermi in gioco e superare questo…
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Riparare o lasciare andare?
Nei giorni scorsi il mio montalatte elettrico si è rotto, o per meglio dire: non girava più la frusta che monta il latte, anche se continuava a scaldare. Non mi sono allarmata più di tanto perché ero convintissima di poterlo aggiustare. Quel montalatte è stato il primo regalo che ho fatto a Paolo. Non vivevamo ancora insieme. Ricordo bene il giorno in cui venne a casa mia e notò con entusiasmo la schiuma del mio cappuccino. Gli mostrai felice il mio montalatte e da lì nacque l’idea di regalargliene uno per casa sua. Scelsi con cura il colore azzurro, perché il blu è il suo preferito e perché si abbinava…

