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Ciò che l’acqua non può trattenere
Appunti di ciò che ho lasciato andare, e di ciò che ho ritrovato Ci sono luoghi nella vita che non scegliamo davvero: ci arriviamo quasi per caso, spinti da un bisogno che ancora non sappiamo nominare.Per me, quel luogo è diventato la piscina. Non è solo acqua, cloro e bracciate. È una stanza sospesa in cui, senza volerlo, mi ritrovo a incontrare versioni dimenticate di me stessa.Ogni volta che entro, qualcosa si scioglie e qualcosa si ricompone. È come se l’acqua avesse la capacità di scavare nelle crepe, portare a galla i frammenti che credevo perduti e restituirmeli uno dopo l’altro, lucidi, respiranti. È strano come, a volte, la crescita…
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Che fantastica storia è la vita
Un racconto di sogni, ricordi e promesse mantenute. Questa è la storia di un concerto mai visto, di un padre che non ha potuto andarci e di un regalo che, molti anni dopo, ha rimesso insieme passato e presente. Tanti anni fa mio padre sarebbe dovuto andare a un concerto di Antonello Venditti. Un evento speciale, quasi incredibile: Venditti avrebbe cantato proprio nel palazzetto della mia città, a San Severo. Mio padre e mia madre erano entusiasti. Ricordo ancora il fremito e la gioia per quell’appuntamento che sembrava già un ricordo felice.Ma quel concerto fu annullato. Mio padre, però, con la sua instancabile perseveranza, non smise di desiderare quell’esperienza. Qualche…
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Questa notte è ancora nostra
Ci sono giornate che, senza un motivo preciso, restano più nitide di altre. Il 16 giugno 2009 è una di queste. Ricordo quella serata e i miei amici. Ricordo persino come ero vestita: jeans e una camicia a righe bianche e rosa. Quel giorno — e quell’estate in particolare — segnava la fine della scuola, la conclusione di un percorso lungo anni e l’inizio di qualcosa che ancora non conoscevamo. C’era ansia, perché alla domanda «Cosa farò da grande?» ancora non sapevamo rispondere. Ma c’erano anche adrenalina e un’irrefrenabile voglia di uscire da una città che iniziava a starci stretta. Avevamo fretta di diventare “grandi”. Quella sera non abbiamo fatto…
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Ricordati di vivere
Qualche anno fa un mio caro amico, dopo la morte di sua mamma, in un momento di sconforto mi ha chiesto: «Come hai superato il lutto di tuo padre?» Sono rimasta interdetta da quella domanda, forse perché non me l’aspettavo o forse perché non sapevo cosa rispondere. Ricordo di averci pensato per giorni, forse anche mesi. Quella domanda ne ha aperte altre, come un vaso di Pandora pieno di dubbi e interrogativi: È questa l’impressione che do alle persone all’esterno? Ho “superato” davvero il mio lutto? Cosa si intende per “superato”? In realtà io e il lutto non siamo mai andati d’accordo. Non siamo stati amici, anzi io l’ho detestato.…
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Il cero del 5
5 febbraio 2024 «Bianca, entriamo un attimo in chiesa? Devo fare una cosa», ha esordito all’improvviso Vittoria. L’ho guardata perplessa, perché non riuscivo a capire quella richiesta così inaspettata. «Certo, nessun problema», le ho risposto. Stavamo passeggiando per le strade di un paesino di cui non sapevo neanche il nome e nemmeno mi interessava, perché qualche volta è bello perdersi e dimenticarsi per un po’ dove ci si trova. Era un pomeriggio uggioso, ma stranamente quel grigio non mi disturbava. Era piacevole il silenzio che ci accompagnava mentre camminavamo lentamente sotto braccio. Avevamo da poco condiviso un pranzo tra chiacchiere spensierate e confidenze. Uscite dal ristorante, accanto a noi, c’era…
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La caramella alla fragola
Eccola lì, mentre mi guarda tutta stropicciata, avvolta nella sua carta. Entra nel palmo della mia mano, così piccola a prima vista e dal cuore dolce, con una grande importanza ma dal retrogusto amaro. La rigiro tra le mani, scartandola lentamente. Qualche granello di zucchero mi si attacca alle dita, proprio come quel giorno. È così morbida. Improvvisamente il profumo di fragola aleggia nella stanza e mi riempie le narici. Sorrido mentre la osservo, per tutto quello che una cosa così semplice mi ricorderà per tutta la vita. Ricordo in maniera vivida il giorno in cui, per caso, mi sono imbattuta su internet nel racconto “Una caramella e 50 anni…
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È per te, il 20 Settembre
Dodici anni fa ho fatto una promessa a me stessa. Una promessa che non ho mai raccontato a nessuno. Mi sono promessa che avrei vissuto bene, nonostante il dolore e l’ingiustizia che la vita mi aveva messo davanti. Spesso ci dimentichiamo di avere un privilegio immenso: la salute. Ce ne dimentichiamo perché siamo abituati ad averla. Io, invece, ho condiviso la mia vita con una persona che questo privilegio non l’ha avuto. Ogni mattina lo vedevo spingere la sua bombola dell’ossigeno per andare al lavoro. L’ho visto combattere ogni giorno contro il suo stesso corpo, desiderando una sola cosa: sentirsi normale. Negli anni mi hanno chiesto tante volte come abbia…
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L’amore che dai, resta.
Anni fa ho chiuso una storia d’amore importante. Forse la più importante che abbia avuto nella mia vita. Una storia lunga quasi cinque anni, in cui avevo investito tutto: i miei sogni, i miei progetti futuri, le mie speranze, i miei sentimenti ma, più di ogni altra cosa, le mie aspettative. Ho cambiato città e lavoro per un uomo. Un uomo che amavo. Mi sono licenziata e trasferita dall’altra parte dell’Italia per lui. Quando è finita, mi sono sentita tradita e frustrata. Mi sono ritrovata sola in una città che non conoscevo, con mezzo armadio vuoto, il cuore a pezzi e un futuro da riprogettare. Sono stata arrabbiata per anni,…





