Cura & Lavoro

Storie di cura e lavoro sanitario: vita da infermiera, identità professionale, fragilità e ciò che resta dietro la divisa.

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    Il corpo parla

    Ci sono domande che non smettono di tornare. La mia mi tormenta da qualche mese. Quando provo a non pensarci, torna come un boomerang. In questi anni ho sacrificato tantissime cose di me: il mio tempo, i miei affetti e i miei sogni. A un certo punto, però, mi sono ritrovata dall’altra parte. Non con la divisa addosso, ma con un pigiama e un braccialetto al polso. E ho iniziato a guardare il mio corpo in modo diverso. E lì, senza rumore, è arrivata una domanda che non sono più riuscita a mettere a tacere: Quanta salute ho lasciato, senza accorgermene, tra un turno e l’altro? Non ho una risposta.…

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    Cuore

    Metterci il cuore, diciamo spesso. O meglio, fare le cose con il cuore. Essere una persona di cuore. Il cuore è il nostro motore. Ci tiene in vita, pompa il sangue, accelera quando ci arrabbiamo, quando ci innamoriamo, quando abbiamo paura. Negli ultimi giorni il mio è stato un po’ ballerino. Mi ha giocato un brutto scherzo. E così, per la prima volta da infermiera, sono diventata paziente. Diciamo sempre che bisogna mettersi nei panni dell’altro per capire davvero cosa si prova. È vero. Finché certe cose non succedono a te, pensi sempre che appartengano alla vita degli altri. Alle persone che incontri nei corridoi. Ai pazienti che vedi passare…

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    Mani

    Le mani possono salvare. Possono sostenere un corpo che cede, asciugare una pelle fragile, restare quando tutto il resto se ne va. Le mani possono dare dignità, protezione, silenzio. Possono essere l’ultimo gesto umano quando non ne restano altri. Ma le mani possono anche ferire. Possono pretendere, colpire, spingere via. Possono dimenticare in fretta ciò che hanno fatto il giorno prima. Dipende da come vengono usate e da chi decide di usarle. Le mani sono state il centro di tutto.Le mie, coperte da guanti che bruciavano la pelle, lavavano corpi ormai silenziosi, chiudevano zip, scrivevano nomi per non farli sparire del tutto. Le mani che stringevano altre mani quando nessun…

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    Svuotare un armadietto, riempire la vita

    Un addio che pesa più del previsto Qualche giorno fa sono passata in ospedale per restituire il badge e svuotare il mio armadietto.Mi sono presa un po’ di tempo prima di farlo, per darmi modo di metabolizzare. Sapevo che una parte di me avrebbe sofferto anche solo per un gesto semplice come quello. Perché, in realtà, significava mettere un punto. Scrivere la parola “fine” su qualcosa che mi ha accompagnato per sette anni. Con me c’era la mia collega e ormai amica Assunta. A un certo punto è andata via, lasciandomi da sola. E in quel momento ho provato sollievo. Conoscendomi, avrei fatto tutto di fretta: svuotato, chiuso, via. Senza…

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    Resistenza

    Mi sono fermata un po’ di più, questa volta, a pensare a cosa scrivere. Mi sono presa un intero mese per metabolizzare, riflettere e trovare le parole giuste. Parole che potessero contenere tutte le emozioni provate in questi sette anni. Alla fine, però, mi sono resa conto che era impossibile racchiudere tutto quello che è successo, quello che ho vissuto e quello che i miei colleghi, ognuno in modo diverso, mi hanno regalato. Chi mi conosce lo sa: non ho il dono della sintesi. Alla fine ne è rimasta una: Cosa ha rappresentato per te il Pronto Soccorso? Di pancia avrei racchiuso tutto in un’unica parola. Più ci pensavo, più…

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    Ritrovare la strada

    Essere infermiera non è semplice. Farlo in un Paese come l’Italia lo è ancora meno. Mi sono laureata ormai undici anni fa e, nel corso del tempo, ho perso lentamente la mia passione. Mi sono vergognata spesso di questa cosa. La verità è che ho perso interesse e mi sono trasformata in un robot che ciclicamente fa le stesse cose: mi alzo al mattino, vado al lavoro, sento il “bip” del cartellino al timbratore, ormai quasi fastidioso, e mi dirigo verso il mio reparto come se andassi al patibolo. Ogni giorno quel magone e quella angoscia si fanno sempre più grandi dentro di me. Non sono sempre stata così. Amavo…