Finché siamo qui

Da qualche tempo il mio cane è diventato più lento.
Ha dodici anni e mezzo e ormai le scale le fa piano, una alla volta.
Si stanca prima, dorme di più, ogni tanto si ferma semplicemente a riprendere fiato.
E io lo guardo.
Lo guardo mentre cammina, mentre si sdraia, mentre alza la testa quando mi avvicino.
Lo guardo e mi fa una tenerezza infinita.
Forse perché, per la prima volta, riesco a vedere il tempo che passa anche su di lui.
E questa cosa mi fa uno strano effetto.
Perché, finché siamo giovani, pensiamo al tempo come a qualcosa che scorre davanti a noi. Abbiamo sempre qualcosa da fare, un posto dove andare, qualcuno da raggiungere. Corriamo senza pensarci troppo.
Poi, improvvisamente, il tempo comincia a mostrarsi.
Lo vedi in un passo che diventa più lento.
In una scala fatta con più fatica.
In un sonno che dura qualche ora in più.
E ti accorgi che non sta passando soltanto per lui.
Sta passando anche per te.
Forse è per questo che adesso mi godo cose che prima nemmeno notavo.
Una passeggiata lenta.
Una carezza più lunga.
Il suo corpo accanto al mio.
Quei pochi minuti in cui non facciamo niente, ma siamo semplicemente lì.
Prima avrei avuto fretta.
Adesso no.
Se lui si ferma, mi fermo anch’io.
Se cammina piano, cammino piano.
Se si sdraia, resto un po’ di più accanto a lui.
È come se la sua vecchiaia mi stesse insegnando una cosa che per tutta la vita ho continuato a dimenticare: che non tutto deve essere veloce. Che non dobbiamo sempre arrivare da qualche parte.
A volte possiamo semplicemente restare.
Non voglio pensare a quando non ci sarà più.
Anche se so che quel giorno arriverà comunque.
È questa consapevolezza che oggi mi fa guardare ogni cosa con occhi diversi.
Perché so già che un giorno mi mancherà tutto.
Mi mancherà aspettarlo sulle scale.
Mi mancherà il suo passo lento.
Mi mancherà vederlo dormire.
Mi mancherà persino questa sua vecchiaia che oggi mi stringe il cuore.
E allora penso che, forse, il modo migliore per voler bene a qualcuno non sia cercare di fermare il tempo.
È accettare che passa.
E provare, mentre passa, a non avere fretta.
A restare accanto.
A guardare.
Ad accarezzare.
A goderci tutto il tempo che ancora abbiamo.
Perché forse è proprio questo che ci insegna chi amiamo quando comincia a rallentare: che il tempo non si può fermare, ma possiamo scegliere come attraversarlo.
E io, finché lui camminerà piano, proverò a camminare piano con lui.

Finché siamo qui.
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