Racconti

Che fantastica storia è la vita

Un racconto di sogni, ricordi e promesse mantenute.

A volte la vita ci sorprende con sogni che sembrano sfuggire, appuntamenti mancati e promesse non mantenute. Poi, proprio quando meno ce lo aspettiamo, arriva il momento in cui quei sogni si realizzano, anche se con ritardo, e quelle promesse tornano a vivere nel cuore di chi resta.
Questa è la storia di un concerto mai visto, di un padre che non ha potuto andarci e di un regalo d’amore che ha unito passato e presente.


Tanti anni fa, mio padre sarebbe dovuto andare ad un concerto di Antonello Venditti.

Un evento speciale, quasi incredibile: Venditti avrebbe cantato proprio nel palazzetto della mia città, a San Severo. Mio padre e mia madre erano entusiasti, ricordo ancora il fremito e la gioia per quell’appuntamento che sembrava già un ricordo felice.
Ma quel concerto fu annullato.

Mio padre, però, con la sua instancabile perseveranza, non smise di sognare. Qualche anno dopo, nel 2012 eravamo in vacanza in Abruzzo e il 4 agosto Antonello Venditti avrebbe suonato a Chieti. Anche allora desiderava andarci, ma il suo corpo, ormai fragile e stanco, non glielo permise. A settembre di quello stesso anno se ne andò, senza aver mai potuto portare mia madre a quel concerto.

Io e i miei fratelli, ancora bambini, non ascoltavamo le canzoni alla moda dei nostri tempi,
ma solo le voci immortali di grandi autori,
mentre lui guidava e la macchina diventava un piccolo tempio di musica:
Lucio Dalla, Francesco De Gregori, Claudio Baglioni, Pino Daniele e, naturalmente, Antonello Venditti.

Quel sogno — il suo sogno — ha sempre abitato silenzioso dentro di me.
Eppure il tempo, la routine e gli impegni ci raccontano una dolce bugia:
che ci sarà sempre un domani migliore per realizzare ciò che desideriamo.
E così sono passati tredici anni.

Quest’anno ho scelto di cambiare rotta: di inseguire i miei sogni, ma anche quelli che mio padre non è riuscito a vivere e quelli che mia madre porta ancora nel cuore. Così, il 29 giugno – il giorno del suo compleanno – le abbiamo fatto un regalo che sapeva di ricordi e di rivincita: il concerto di Antonello Venditti. Sempre d’estate, sempre in Abruzzo.
Tredici anni dopo, quel sogno si è acceso di nuovo, come se il tempo avesse fatto un giro completo. Noi, più giovani della maggior parte del pubblico, cantavamo ogni parola, senza esitazioni. Ho visto mia madre commuoversi, la voce rotta mentre intonava “Ricordati di me” e mormorava: «Se ci fosse stato tuo padre…»
Io le ho sorriso e ho detto piano: «C’è. È qui, con noi.»

Nella frenesia della vita rimandiamo troppe cose, come se il tempo fosse infinito e ci appartenesse. Ma non sempre è giusto aspettare, perché la vita è adesso.
Il 17 luglio, guardando mia madre sorridere, ho capito che le persone che amiamo non desiderano regali materiali, ma tempo, presenza, emozioni da vivere insieme. In quel momento ho sentito che un cerchio si era chiuso: il sogno che mio padre non era riuscito a realizzare si compiva attraverso di noi.

Era come se, per un istante, il passato, il presente e il futuro fossero riuniti nello stesso abbraccio.


Se c’è un sogno nel cassetto, un concerto da vedere, una parola da dire, una persona da abbracciare… fallo ora. Non aspettare. Perché i sogni che rimandi diventano rimpianti.
E la vita non aspetta nessuno.

Ricorda sempre, come questa foto mossa:
Il momento perfetto non arriva mai da solo. Sei tu che devi crearlo, abbracciarlo e viverlo.

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